Valle del Miscano
Epoca Romana
È probabile che l'antico centro sannitico-
irpino fosse stato distrutto già al tempo
delle guerre puniche[8]; il devastante
passaggio di Annibale in tale settore del
territorio irpino è infatti espressamente
documentato dagli antichi storici.
Quasi certamente l'insediamento, anche
se spostatosi più a est, continuò però ad
esistere anche dopo la conquista
romana, favorito dal passaggio del
tratturo Pescasseroli-Candela, percorso
usato per le greggi per la transumanza,
che lo attraversa in pieno. Possiamo
dunque ipotizzare che verso la fine
dell'Impero romano e l'avvento del
Cristianesimo tale pagus si sia chiamato
casal(is) Albulus ("casale bianco"). Non è
neppure da escludere un possibile
collegamento con il pagus Albanus, uno
dei 22 villaggi (pagi) appartenenti ai
Liguri Bebiani, trapiantati nella non
lontana valle del Tammaro nel 181 a.C..
Secondo alcune ipotesi la citazione più
antica conosciuta risalirebbe al 452 d.C.,
ripresa dalla vecchia platea della chiesa
di Santa Sofia di Benevento che in
Casalbore possedeva dei beni (la chiesa
di Santa Maria dei Bossi e alcune terre le
quali vi rimarranno fino al XVIII secolo).
In essa si dice Ecclesia sanctae Mariae in
Casali Albulo. Tuttavia recenti
interpretazioni porterebbero a escludere
che tale platea potesse far riferimento
al V secolo, fermo restando che
l'esistenza almeno di un vicus
sembrerebbe comunque essere attestata
da reperti archeologici.
Benvenuto...a
Casalbore
Insediamenti di età preromana
Le testimonianze archeologiche più antiche nel territorio di Casalbore risalgono alla fase iniziale
dell'Eneolitico: in particolare alla località Santa Maria dei Bossi sono state rinvenute diverse
tombe ben arredate risalenti a un periodo compreso tra il 3 860 e il 3 360 a.C. (datazione al
carbonio-14)[6]. Numerosi e svariati sono poi i reperti risalenti all'epoca sannitica, ossia dal VII
fino alla fine del IV secolo a.C., periodo conclusivo delle guerre sannitiche. I materiali rinvenuti
provengono sia dall'area delle necropoli, a nord, che dalle aree in prossimità dell'attuale centro
abitato. L'appartenenza territoriale alla tribù sannitica degli Irpini è certa, poiché Tito Livio cita
espressamente il transito di Annibale tra gli Irpini allorquando si portò da Arpi a Telesia evitando
così di attraversare la colonia romana di Beneventum; con ogni probabilità fu in tale occasione
che l'antica Casalbore fini distrutta.
Nella zona di Casalbore, situata nel settore settentrionale del Sannio irpino, si sono trovate
inoltre vestigia risalenti al periodo dei primi contatti con gli antichi Romani: resti di "emporium"
(con "doli", giare per derrate) poco distanti dalla grotta di San Michele ove passavano il tratturo e
l'antica via Minucia; vasi di bronzo (tipo bracieri) e altri ruderi sul monte Calvello ove è la gola
(valicaturo in dialetto irpino) che conduceva in Apulia; tracce di terme (stabilimenti di bagni),
tombe con lacrimatoi, lucerne, idoletti, ecc. in contrada San Ferro. Di notevole interesse sono i
resti di un tempio italico (databile al III-IV secolo a.C.), parte integrante dell'abitato. In detta
zona furono pure notate diverse "fosse" a pareti lisce, profonde da 12 a 15 palmi (circa 3-4
metri), trattasi probabilmente di tombe. Anche in contrada Santa Maria dei Bossi furono trovate
diverse tombe, con scheletri, armi, vasetti, idoletti e resti di terme. Gran parte dei reperti
rinvenuti è in mostra nel museo archeologico di Ariano Irpino.